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Ci troviamo in aeroporto e mancano poche ore alla nostra partenza. Ci sono valigie ovunque, persone con destinazioni diverse, con storie diverse. Non per farmi i fatti degli altri, ma penso fra me e me, quale sarà la storia di queste persone? Immaginate se potessimo scoprire almeno un dettaglio speciale di ogni persona con cui ci scontriamo senza nemmeno accorgercene, insomma, questa è la vita, ogni giorno andando al lavoro, in treno, per strada ci incrociamo con sconosciuti, di cui non sapremo mai nulla, che occasioni sprecate… Ognuno di noi ha qualcosa da insegnare.

“La gente del campo” è un progetto fotografico che significa molto per noi. Scrivo queste righe da quella che, per qualche mese sarà la nostra casina, quì nella parte nord-ovest della Repubblica Dominicana, in un paesino, possiamo dire, dove tutti si conoscono, dove custodiscono la loro culture e le loro tradizioni, dove si sanno difendere molto bene dalle influenze esterne alla loro realtà. Ma la cosa sorprendente è che non hanno paura di perdere qualcosa essendo gentili, generosi, invitandoti ad entrare a casa loro e condividere quel “poco” che hanno.

Adesso voi lettori vi trovate davanti a due realtà ben diverse, una dove la vita è frenetica, come in un aeroporto, dove devi correre per non perdere l’aereo e un’altra più umile, dove si hanno meno cose, dove la vita si vive in modo diverso, ma si sa vivere appieno. Certo, dubito che a Milano si possa vivere in una baracca di lamiera con spifferi d’aria grandi come una mano e dubito anche che quà si possa vivere con con un ritmo di vita uguale al nostro. Ci siamo impegnati molto perchè questo progetto non dia la idea di imporre uno stile di vita. Ma di imparare qualcosa di molto più importante, essere più umani e ricuperare i valori di una volta.

Reportage

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